Il Digital Product Passport (passaporto digitale del prodotto, DPP) è destinato a diventare uno degli elementi più rilevanti per le aziende manifatturiere nei prossimi anni. Non si tratta semplicemente di un requisito normativo, ma di un cambiamento strutturale nel modo in cui le informazioni di prodotto vengono gestite lungo tutto il ciclo di vita.
In molte aziende i dati sono distribuiti tra sistemi diversi, spesso non allineati e difficili da tracciare. Il Digital Product Passport porta queste criticità in primo piano, rendendole non più ignorabili.
Cos’è il Digital Product Passport
Il Digital Product Passport è un insieme strutturato di informazioni che descrivono un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita.
Non è un documento statico, ma un sistema informativo dinamico che accompagna il prodotto dalla progettazione alla dismissione, mantenendo dati aggiornati, coerenti e accessibili nel tempo.
Quali dati include il Digital Product Passport
Il DPP raccoglie informazioni provenienti da tutte le fasi del ciclo di vita: progettazione, materiali, processi produttivi, certificazioni, utilizzo e fine vita.
Nella maggior parte delle aziende questi dati esistono già, ma sono spesso frammentati. Il problema non è quindi la disponibilità, ma la gestione coerente nel tempo.
Perché il Digital Product Passport è importante
Il Passaporto Digitale del Prodotto nasce da normative europee legate a sostenibilità e trasparenza, ma il suo impatto è molto più ampio.
Richiede alle aziende di dimostrare in modo strutturato come un prodotto è stato progettato, prodotto e gestito nel tempo. Questo implica un livello di controllo sui dati che molte organizzazioni oggi non hanno.
Impatto sui processi aziendali
Il DPP coinvolge direttamente i processi aziendali.
Progettazione, produzione, qualità e supply chain contribuiscono tutte alla costruzione delle informazioni. Quando questi processi non sono allineati, il risultato è una perdita di coerenza nei dati.
Il legame con il ciclo di vita del prodotto
Il DPP è strettamente legato al ciclo di vita del prodotto.
Per funzionare, richiede continuità informativa tra tutte le fasi: progettazione, industrializzazione, produzione, modifiche e dismissione.
È proprio nei passaggi tra queste fasi che emergono le principali criticità.
Problemi comuni nella gestione dei dati di prodotto
Il Digital Product Passport rende evidenti problemi già esistenti:
- dati distribuiti su più sistemi
- versioni non allineate
- scarsa tracciabilità
- difficoltà nel recupero delle informazioni
Esempio concreto: gestione dei dati lungo il ciclo di vita
Consideriamo un prodotto industriale sviluppato nel tempo.
I dati nascono in progettazione (CAD), vengono trasferiti alla produzione e poi modificati nel tempo. In molte aziende queste informazioni non rimangono allineate: versioni diverse, modifiche non propagate, documentazione incoerente.
Quando si deve costruire il Digital Product Passport, diventa difficile ricostruire una visione completa.
Digitalizzazione e integrazione come prerequisiti
Per implementare il DPP, è necessario un livello adeguato di digitalizzazione.
I dati devono essere strutturati e i sistemi integrati. Solo così le informazioni possono fluire lungo tutto il ciclo di vita.
Come prepararsi al Digital Product Passport
Prepararsi al DPP significa lavorare sulla gestione dei dati:
- capire dove risiedono
- individuare criticità
- migliorare qualità e coerenza
- integrare i sistemi
Il ruolo dei sistemi nella gestione del DPP
Il Passaporto Digitale del Prodotto coinvolge diversi strumenti: CAD, sistemi di gestione dati, workflow ed ERP.
Il valore emerge quando questi sistemi sono integrati e le informazioni sono gestite in modo coerente.
Il Digital Product Passport rappresenta un cambiamento profondo.
Non è solo un obbligo normativo, ma un’opportunità per migliorare la gestione dei dati e dei processi lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.