Con la pubblicazione del nuovo decreto attuativo per l’iperammortamento 2026, il tema della trasformazione digitale torna al centro degli investimenti delle aziende manifatturiere.
Tra gli elementi più rilevanti introdotti dal nuovo Allegato V c’è il riconoscimento esplicito di sistemi software legati alla gestione dei dati e dei processi industriali, inclusi i sistemi di Product Lifecycle Management (PLM).
Si tratta di un passaggio importante, perché conferma un cambiamento già evidente da tempo: la competitività delle aziende non dipende più solo dalla produzione, ma dalla capacità di gestire in modo strutturato informazioni, processi e dati di prodotto.
In questo contesto, il PLM non viene più considerato solo un software tecnico, ma una componente strategica della trasformazione digitale.
Cosa prevede il nuovo iperammortamento 2026
Il nuovo piano di agevolazioni per il 2026 punta a incentivare investimenti in beni e sistemi che supportano la digitalizzazione dei processi aziendali.
Il decreto attuativo introduce infatti nuovi allegati dedicati sia ai beni materiali che ai software e sistemi immateriali coinvolti nella trasformazione digitale delle imprese.
L’obiettivo non è semplicemente favorire l’acquisto di tecnologia, ma promuovere:
- integrazione tra sistemi
- continuità digitale dei processi
- gestione strutturata delle informazioni
- tracciabilità dei dati
È proprio all’interno di questa visione che il PLM assume un ruolo centrale.
Allegato V: il PLM tra i software agevolabili
Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo decreto è l’inclusione esplicita dei sistemi PLM tra i software agevolabili previsti dall’Allegato V.
Questo riconoscimento non riguarda solamente il software in sé, ma il ruolo che il PLM svolge nella gestione integrata delle informazioni di prodotto.
Un sistema PLM consente infatti di:
- centralizzare i dati tecnici
- gestire revisioni e modifiche
- migliorare la tracciabilità
- integrare progettazione, produzione e processi aziendali
- mantenere continuità informativa lungo tutto il ciclo di vita del prodotto
Il fatto che questi sistemi rientrino tra i beni agevolabili evidenzia come la gestione strutturata dei dati sia oggi considerata parte integrante della trasformazione digitale industriale.
Perché il PLM è centrale nella trasformazione digitale
Negli ultimi anni, le aziende manifatturiere hanno affrontato una crescita significativa della complessità:
- prodotti sempre più configurabili
- aumento delle varianti
- processi distribuiti
- collaborazione tra più reparti e fornitori
In questo scenario, il problema non riguarda solo la produzione, ma soprattutto la gestione delle informazioni.
Disegni tecnici, distinte, documentazione, revisioni e workflow devono rimanere coerenti lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.
È proprio qui che il PLM diventa strategico.
Più che un semplice software, il Product Lifecycle Management rappresenta un approccio alla gestione integrata di dati e processi, creando continuità tra progettazione, industrializzazione, produzione e modifiche.
Dal file system alla gestione integrata dei dati
In molte aziende, la gestione delle informazioni tecniche nasce attraverso cartelle condivise, file system e repository separati.
Finché il livello di complessità rimane contenuto, questo approccio può sembrare sufficiente. Con il tempo però iniziano a emergere criticità sempre più evidenti:
- versioni non allineate
- documenti duplicati
- modifiche non tracciate
- dati distribuiti tra sistemi diversi
- difficoltà nella collaborazione tra reparti
Questi problemi rallentano i processi e aumentano il rischio di errore.
L’introduzione di un sistema PLM consente invece di creare una gestione più strutturata delle informazioni, migliorando controllo, tracciabilità e integrazione dei dati.
Quali funzionalità del PLM supportano i requisiti Industria 4.0
Il collegamento tra PLM e agevolazioni Industria 4.0 non dipende solo dalla presenza del software, ma dalle funzionalità che supportano la digitalizzazione dei processi.
Tra gli aspetti più rilevanti troviamo:
- gestione centralizzata dei dati di prodotto
- controllo di revisioni e versioni
- workflow digitali e approvativi
- integrazione tra CAD, ERP e altri sistemi aziendali
- tracciabilità delle modifiche
- collaborazione tra reparti
Queste funzionalità permettono di migliorare la continuità informativa e la gestione dei processi lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.
Interconnessione e integrazione: il vero punto chiave
Uno degli elementi centrali del nuovo iperammortamento 2026 riguarda il concetto di integrazione tra sistemi.
La trasformazione digitale non consiste infatti nell’introdurre strumenti isolati, ma nel creare continuità tra dati, processi e funzioni aziendali.
Per questo motivo, temi come:
- interconnessione
- scambio dati
- integrazione tra sistemi
- tracciabilità delle informazioni
assumono un ruolo fondamentale.
In questo contesto, il PLM diventa un elemento chiave perché collega progettazione, documentazione, workflow e processi aziendali in un unico flusso informativo.
PLM e gestione del Digital Product Passport
Il collegamento tra PLM e Digital Product Passport (DPP) è sempre più rilevante.
Il DPP richiede infatti che le informazioni di prodotto siano:
- strutturate
- aggiornate
- tracciabili
- accessibili lungo tutto il ciclo di vita
Molte di queste informazioni nascono e vengono gestite proprio all’interno dei processi coperti dal PLM.
Per questo motivo, il Product Lifecycle Management rappresenta una delle basi più solide per supportare l’evoluzione verso modelli di tracciabilità e gestione digitale richiesti dalle nuove normative europee.
Attenzione ai software SaaS
Tra gli aspetti più discussi del nuovo decreto attuativo c’è anche il tema dei software in modalità SaaS.
Nella versione finale del testo è stato modificato il riferimento esplicito ai modelli cloud e software-as-a-service, generando alcuni dubbi interpretativi.
Per le aziende è quindi importante valutare attentamente:
- modalità di implementazione
- requisiti di interconnessione
- integrazione con i processi aziendali
- caratteristiche del sistema adottato
Anche in questo caso, il tema centrale non riguarda solo il software, ma il suo ruolo all’interno della trasformazione digitale aziendale.
Il PLM non come software, ma come infrastruttura digitale
Ridurre il PLM a un semplice software tecnico sarebbe limitante.
Oggi il Product Lifecycle Management rappresenta sempre più un’infrastruttura digitale per la gestione dei dati e dei processi di prodotto.
Il suo valore non risiede solo nell’archiviazione delle informazioni, ma nella capacità di:
- creare continuità tra reparti
- migliorare la collaborazione
- mantenere tracciabilità delle modifiche
- integrare sistemi e processi
- supportare la digitalizzazione aziendale
È proprio questa visione che rende il PLM coerente con gli obiettivi del nuovo iperammortamento 2026.
L’inclusione del PLM tra i software agevolabili dell’Allegato V rappresenta un segnale chiaro dell’evoluzione della trasformazione digitale industriale.
Oggi la competitività delle aziende manifatturiere dipende sempre più dalla capacità di gestire dati, processi e informazioni lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.
In questo scenario, il PLM non è solo uno strumento tecnologico, ma una componente strategica per la continuità digitale dei processi aziendali.